Di questi giorni la notizia che due gruppi di “scienziati”, uno in Olanda e l'altro negli Stati Uniti, hanno creato un nuovo virus influenzale che questa volta sembra essere veramente in grado di causare una pandemia, almeno a quanto risulta dai test effettuati sui furetti. E qui mi si gela il sangue! L'ultima volta che ho sentito parlare di test su furetti era quasi tre anni fa, quando in un laboratorio della Repubblica Ceca sono morti i furetti perché la multinazionale Baxter aveva inviato campioni del virus stagionale inquinati da un ceppo del famoso virus pandemico H5N1. Ora, “per migliorare la salute pubblica e la sicurezza”, questi pazzi che si fanno chiamare scienziati, hanno sviluppato un metodo per creare nuovi ceppi del virus pandemico e già che c'erano hanno creato un ceppo che secondo loro sarebbe in grado di causare la tanto attesa pandemia.

Devo dire che mi sfugge il nesso tra “salute pubblica e sicurezza” e la creazione di nuovi virus letali. Come può un nuovo virus letale migliorare la salute pubblica? Forse vogliamo convincerlo a diventare più buono, visto che a Natale tutti sono più buoni?
Ci sono buoni motivi per credere che le pandemie fallite degli ultimi anni siano state causate da virus creati in laboratorio, dall'influenza aviaria a quella suina. Poi dai laboratori sono arrivati in qualche modo all'uomo, non possiamo dire se per volere di qualcuno o accidentalmente, ma ai fini degli effetti sulle persone conta poco.
I più prestigiosi giornali scientifici stanno per pubblicare il lavoro di questi “scienziati”, compreso il metodo sviluppato per creare nuovi ceppi altamente pericolosi. Così in questi giorni si è sviluppata una forte polemica tra il comitato per la biosicurezza statunitense e le riviste. Il comitato di biosicurezza vuol vietare la pubblicazione perché il metodo potrebbe essere utilizzato da gruppi terroristici per creare virus letali. Invece gli editori sostengono che non ci possono essere restrizioni nella pubblicazione di ricerche scientifiche. Ma ormai la frittata è fatta perché già un numero elevato di persone ha avuto la possibilità di conoscere la ricerca.

Negli ultimi anni sono emersi parecchi casi in cui le multinazionali farmaceutiche hanno venduto farmaci con effetti letali di cui erano perfettamente a conoscenza. Il passo dall'ammazzare le persone fingendo di aiutarle a risolvere un problema a diffondere un virus pandemico è breve. Le nuove scoperte permetterebbero di creare un virus letale, di sviluppare il vaccino e poi diffonderlo per vendere vaccini e farmaci. In un momento di crisi economica sarebbe come una manna dal cielo. Se fossi il comitato per la biosicurezza mi preoccuperei più di questo. Non resta che cercare di mantenere il sistema immunitario sempre al top.