Con Quercia intendiamo qui descrivere principalmente la Roverella (Quercus pubescens) la specie a cui siamo più affezionati, senza tralasciare i caratteri che questo albero condivide con le sue sorelle anche più affermate, come la Farnia (Quercus robur). “Quercus robur” “Quercus” dal celtico Quer Kaer: bell’albero, “Robur” dal latino robur: forte. Forse il detto “la calma è la virtù dei forti” proviene dal regno vegetale!

Maestosa, solida, forte e resistente, la Quercia è stata considerata dalle antiche culture europee la regina degli alberi. La giovane Quercia che nell’arco della sua vita diviene forte e maestosa, si accresce con calma e non in modo impetuoso, con quella lentezza tipica degli spiriti virtuosi e saggi. La Quercia non ostenta, ma nemmeno cela. Il suo intento è uno: concretizzare appieno il suo progetto, cioè esserci. Le sue potenti energie vitali ne fanno una specie ricca di esemplari molto longevi, giganteschi e molte volte monumentali. Nella mente e nel cuore di tante persone troviamo impressi molto chiaramente ricordi di Querce indimenticabili! Sono gli alberi che suscitano più colpi di fulmine, per dirla non solo nel senso figurato del termine. Pare infatti essere davvero l’albero più colpito in assoluto dalla folgore che scende dal cielo.

Nel suo essere maestoso la Quercia si dona fondendo e alternando armoniosamente caratteri e attitudini sia maschili che femminili. È curioso che in varie lingue questo albero abbia un nome femminile, nonostante l’immaginario collettivo lo percepisca più come un albero maschile per via della sua forza, resistenza e solidità. In realtà queste sono caratteristiche di chi vive la vita in pieno e la difende, maschio o femmina che sia. Un magico dono, di spontanea ambivalenza, che molti alberi incarnano in modo naturale, mostrandoci con grazia e coerenza, l’audace e ammirevole danza degli opposti che danno vita all’UNO, senza polarizzazione alcuna. Nelle antiche culture matriarcali la Quercia era l’albero della Dea Madre, colei che ospita, nutre e difende la vita.

Una Quercia adulta può dare nutrimento e protezione fino a 500 specie di esseri viventi, sopra e sotto terra. Nessun albero ospita le così tante specie vegetali e animali che nella Quercia prolificano, costruiscono nidi, trovano rifugio, nessun escluso, compreso vespe e “mosche da galle” alle quali la Quercia predispone nuovi tessuti affinché le sue gemme diventino piccoli uteri per le uova del regno animale. Nella chioma della “Querciona” troviamo abbondanza di vita, espansione, forme rotondeggianti, irregolari e insieme geometriche. Le sue foglie, seppur di forma rettangolare, hanno contorni ricchi in sinuosità e morbide insenature. Abbondanza e generosità sono ben espresse anche nelle quintalate di ghiande che la Quercia elargisce! L’alimento principe per molti animali selvatici (un tempo lo era anche per noi umani!) che grazie a questo cibo svernano sereni.

Questa spontanea e dinamica ricchezza di elementi femminili racchiusi nella chioma appoggia quasi per trovar forza, struttura e sobrietà su un tronco diritto, regolare, robusto che di nuovo si allarga alla base diramandosi in grosse radici laterali, a sostegno della massiccia e principale radice fittonante centrale, conficcata nel terreno come una lancia. Si dice che la folta chioma in alto sia esattamente ricopiata per forma e grandezza dalle radici sotterranee. Come sopra così sotto. Come in cielo così in terra. I rami, forti e sinuosi, piegati a gomito, ricurvi e senza troppe ramificazioni intermedie, con il passare del tempo diventano massicci e nodosi. L’albero nodoso esprime il confronto dinamico tra una grande spinta vegetativa e una forza avversa di contrazione e arresto. Il suo sistema radicale garantisce un eccezionale radicamento, capace di resistere anche a venti molto forti.

L’energia della quercia è ben descritta nel motto latino Frangar, non flectar! «mi spezzerò ma non mi piegherò»! Grandi ideali ed energia morale, vigore fisico e anelito guerriero! Coloro che come la Quercia che non cedono davanti a nessuna minaccia o pericolo sono un bene prezioso specie per gli altri..una virtù che può tuttavia portare anche a non percepire i propri limiti energetici e quindi ad un abuso delle proprie energie.

Rimedi tradizionali, benefici e proprietà

Naturalmente un albero con queste caratteristiche non poteva mancare nella tradizione erboristica, dove si utilizza la corteccia di rami giovani in estratto idroalcolico per la loro azione astringente, antinfiammatoria e antiemorragica, per eczemi, infiammazioni di vario tipo (gengive, mal di gola, intestino, gastrite, cistiti), emorroidi, emorragie e varie affezioni della pelle.
Il Fiore di Bach Oak, la Quercia, aiuta i combattenti instancabili, le persone che si fanno caricare di impegni e non si fermano mai a trovare il gusto del riposo e del divertimento.
Pol Henry ha inserito varie parti della Quercia tra i gemmoderivati, dove spiccano, come si può facilmente immaginare, le sue proprietà corroboranti generali di regolazione dei processi metabolici del calcio e dell’attività sessuale sia maschile che femminile. Le gemme si usano per problemi di esaurimento fisico e intellettuale, astenia, paradontosi, stipsi e senescenza precoce, mentre gli amenti sono efficaci in caso di astenia sessuale, frigidità, disturbi della menopausa e dell’andropausa e turbe mestruali. Le ghiande sono utili a chi soffre di depressione accompagnata da astenia sessuale, frigidità di donne giovani e affaticamento da ritmi di vita troppo elevati. Invece per problemi di pelle si utilizzano i gemmoderivati ottenuti dalle radici giovani e dalla scorza di radici. Da impiegare in generale come tonico e stimolante, negli stati astenico-depressivi, surmenage, pressione bassa, molto adatto anche per coloro che non reagiscono sufficientemente alla somministrazione di altri rimedi, è il primo rimedio utile per dare tono agli anziani (proprietà antisenescenti) o a persone debilitate da lunga convalescenza o malattie.

Remedia da anni condensa le cinque parti dell'albero in un preparato nuovo e rivoluzionario: lo Spirito degli Alberi, disponibile sia in versione gocce che soffio.

Lo Spirito e il Soffio della Quercia ti aiutano a:

  • trovare e rinforzare le tue radici
  • vivere in modo completo l’esperienza fisica 
  • rinforzare l’istinto di sopravvivenza 
  • concretizzare il proposito della tua vita 
  • far fluire verso il basso le energie congestionate nella testa 
  • incarnarti completamente 
  • creare equilibrio tra i centri energetici

Per coloro che già sentono un’analogia animica per le sue virtù così come per coloro il cui spirito anela a raggiungerle. La Quercia rinforza la coerenza tra intento e azione. Insegna come portare completamente sulla terra i propositi con concretezza e generosità senza perdere la connessione con le forze celesti che nutrono attraverso le idee le nostre azioni e danno loro nobiltà. La Quercia aiuta a riallineare i pensieri con la condotta e l’operato, rendendo le persone autentiche. La Quercia favorisce la distribuzione equilibrata dell’energia lungo la colonna vertebrale. Quando è congestionata nella testa stimola la discesa e quando è accumulata nei centri inferiori stimola l’ascesa.

Le ghiandole del nostro corpo assomigliano alle ghiande della Quercia, dalle quali hanno preso il loro nome. Come insegnava Paracelsus, dalla somiglianza possiamo comprendere gli organi bersaglio di una pianta. In effetti lo Spirito della Quercia migliora la comunicazione e la collaborazione fra le nostre ghiandole endocrine, distribuite dalla sommità del capo fino al bacino Possiamo trovare un equilibrio tra l’esigenza di seguire i valori alti della nostra anima e i bisogni legati più alla sopravvivenza, come il nutrimento e la sessualità.

Lo Spirito della Quercia aiuta le persone che considerano gli aspetti della vita materiale poco importanti a trovare un equilibrio che permetta loro di immergersi nella materia senza perdere di vista altre prospettive anche più importanti. La stessa cosa vale per chi dà scarsa considerazione al proprio corpo o ad alcune sue funzioni, per non parlare di chi arriva a rinnegare il proprio corpo per la difficoltà di abitarlo. Sono in particolare i bambini che possono trovare difficoltà a incarnarsi completamente, generalmente sono gracili, hanno poco appetito e una salute cagionevole, vivono troppo nel loro mondo e non si relazionano sufficientemente con l’ambiente e le cose materiali.

Pratiche consigliate

"Salutiamo e presentiamoci all’albero che già sa. “Io sono ___________ e sono arrivato per Incontrarti”. Abbracciamo l’albero, da cuore a cuore, ascoltiamo e visualizziamo la risalita della linfa dalle radici alla punta dei rami, dai nostri piedi alla testa e poi, al contrario, visualizziamo ora il flusso che ripartendo dalla testa scende attraverso il nostro grande canale, la colonna vertebrale, sospinto dal fiume delle linfe elaborate dal sole, che dalle foglie si diramano a tutte le radici.

Con le mani al cielo e le braccia aperte raccogliamo questa linfa e portiamola sul nostro capo con le mani vicine, una di fronte all’altra. Poi facciamo scendere le mani fino all’altezza del cuore, quindi le giriamo in modo che le dita puntino verso il basso e continuiamo con il movimento discendente fino ad arrivare a terra, dove poggiamo le mani, respirando e ascoltando. L’energia vitale accumulata nel grande albero porterà a magnetizzare e a muovere anche la nostra. La nostra attenzione e gratitudine sarà nutrimento e scambio per questo incontro di unione che non avrà più fine, perché ciò che ci unisce alla vita dura in eterno".(Tratto da Incontri con lo Spirito degli alberi, di Lucilla Satanassi e Hubert Bosch, Humusedizioni 2019).

di Rosa Massari,

naturopata