"I 38 fiori di Bach possono essere usati congiuntamente a qualsiasi cura ortodossa
o in aggiunta a ogni prescrizione, essi accelereranno e aiuteranno la cura
nell'ottenimento di risultati migliroi, sia nei casi cronici che nelle fasi acute"
.

Queste sono le parole del fondatore della floriterapia, che ha immaginato dei rimedi che potessero accompagnarci in modo semplice a comprendere e sciogliere i motivi delle nostre sofferenze. I rimedi floreali si sono diffusi nel mondo e continuano ad aiutare tante persone che decidono di prendersi cura di se stessi.


Il dottor Bach ci insegna a osservare molto bene quello che ci accade senza essere troppo interessati a dare un nome ai sintomi che stiamo vivendo. In effetti anche con il nome di ansia, depressione e stress, descriviamo più delle condizioni che delle malattie. Ogni persona infatti ha modi diversi di manifestare quadri tipici di ansia o stati depressivi. Quindi ora ti chiedo di prepararti a vedere il tuo problema in modo diverso, perché cosi potremo insieme capire come e perché i Fiori di Bach possono aiutare in caso di ansia.

Primo passo: accogli il tuo disagio

Quanta energia mettiamo nello scappare da noi stessi? Tanta, soprattutto quando stiamo male. Mettiamo tutta la soluzione in mano a qualcuno o qualcosa che proceda e agisca al posto nostro, che faccia una battaglia contro una parte di noi stessi.
La malattia è puramente correttiva, arriva per il nostro bene. Non è crudele ma è solo lo strumento adottato dalla nostra anima per indicarci dove manchiamo a noi stessi, ciò che di importante per la nostra vita, per il nostro corpo e per la nostra esistenza stiamo tralasciando, perdendo per strada, dimenticando.
Accogliere la nostra ansia, il nostro stato di depressione o lo stress che trangugia le nostre giornate significa osservarsi, farsi domande, voler capire, ascoltare il corpo, perché i sintomi, per quanto crudeli siano, ci portano sempre a comprendere la via d’uscita. Prima però dobbiamo accogliere, osservare, entrare in compassione con la parte di noi che si ribella e si agita attraverso il malessere.

Vediamo chi ci può aiutare.

  • Crab Apple aiuta a prendere contatto con il proprio corpo, comprendere che siamo fatti di un corpo meraviglioso, capace di guarire. Ci accompagna a leggere il linguaggio del corpo con cura. Può essere potenziato dal Rimedio Floreale Self Heal, per accentuare il profondo senso di integrità ed energia curativa che arrivano dal nostro io, per non diventare eccessivamente dipendenti dall’aiuto esterno.
  • Cherry Plum, aiuta a togliere tensione alla nostra mente, ad aprire i nostri canali, quelli attraverso cui scorre la nostra energia vitale, a entrare in uno stato più disteso, sia fisico che mentale. Da abbinare a Dandelion (rimedio floreale californiano), che ci accompagna a comprendere le ragioni della tensione estrema, spesso dovuta a periodi stressanti.
  • Gentian ci aiuta a mantenere una prospettiva fiduciosa, evitando di entrare nel senso di fallimento e nella sfiducia. Ci regala quel pizzico di coraggio che ci porta a fidarci anche in un momento critico della propria vita. Può essere potenziato dal rimedio floreale Angelica, che ci fa sentire protetti e accompagnati, tutelati nel nostro cammino di guarigione e di comprensione, anche da forze sovrannaturali.
  • Star of Bethlehem ci aiuta a riconoscere e far emergere traumi e dolori, a volte antichi, che non hanno trovato risoluzione né pace. Accompagna nello sciogliere il dolore non condiviso o raccontato, e a piangere, gesto del corpo che libera e prepara alla ricostruzione. Può essere potenziato dal rimedio floreale Black eyed Susan, che agisce come catalizzatore per affrontare le parti di noi o gli episodi traumatici che teniamo chiusi nei recessi della nostra psiche.

Secondo passo: dove ti sei incagliato?

Dietro ad ogni malattia ci sono le nostre paure, le nostre ansie, i nostri desideri e le nostre avversioni.
Andiamo dunque a scovarli e curiamoli e, con la loro guarigione, anche il disturbo che ci affligge se ne andrà...
poiché le piante guariscono le nostre paure, le nostre ansie
”.

In noi stessi giace tutta la verità, diceva sempre Bach, e nella malattia questo bisogno di verità si amplifica e parla con forza attraverso i nostri sintomi. È fondamentale quindi capire dove ci siamo bloccati, da cosa stiamo scappando, cosa stiamo dimenticando che la nostra esistenza invece richiede a gran voce. Per questo passo delicato di osservazione della situazione possiamo contare su alcuni Fiori di Bach che possono aiutarci a far luce sulle nostre ombre.

  • Agrimony è il fiore che ci mette una lampada in mano e il coraggio di andare a vedere gli scheletri seppelliti in cantina o i rospi inghiottiti interi che ancora si agitano nel nostro stomaco. Mettere da parte il nostro finto sorriso, la convinzione fasulla che tutto vada bene: è ora di fare i conti con un tormento profondo che ci assedia. Ok, non voglio più scappare, sto male, andiamo a vedere le mie ombre. Può essere un grande carico questo, soprattutto se il senso di ansia ci porta a somatizzazioni, difficoltà a dormire. Ecco che allora possiamo rinforzare il nostro sistema neurovegetativo con un gemmoderivato da abbinare, Ziziphus, il Giuggiolo, capace di mantenere alti i livelli di serotonina.
  • Willow è l’aiuto per riconoscere il rancore che nutriamo ancora, per il senso di offesa, il dolore profondo che lasciamo fermentare e bollire dentro di noi. Ci siamo chiusi per l’amarezza e il risentimento. Ci siamo identificati con la delusione e abbiamo lasciato fuori la vita. Il nostro corpo ha seguito i nostri pensieri con senso di rigidità, adinamia, stasi e dolori articolari, pigrizia, senso di freddo. Il gemmoderivato da abbinare può essere Ficus carica, il principe che regola le distonie neurovegetative.
  • Heather è il fiore che disvela la nostra solitudine, la separazione che abbiamo creato con il resto del creato per aver pensato solo a noi stessi. Abbiamo paura profonda della malattia e cerchiamo sempre ascolto e attenzione, come una medicina che non basta mai. Gli altri un poco alla volta diventano cibo per riempire una fame atavica di attenzione. La malattia mi serve e piu è rara e difficile e piu mi rappresenta. Questo fiore ci aliena da questa visione egocentrica, rassicura il nostro bambino interiore e lo ripresenta al mondo. Occorre sostenere il sistema nervoso in questo momento con le gemme di Tilia tomentosa, il cui gemmoderivato è un tranquillante vegetale che agisce sull’asse cortico ipotalamico innalzando il tasso di serotonina con effetto calmante.
  • Olive è il fiore che ci aiuta a riconoscere dove ci siamo logorati, esauriti, dove abbiamo prosciugato la nostra energia, dove abbiamo speso inutilmente le risorse e dove abbiamo dimenticato qualcosa di importante per la nostra vita. Ho bisogno di essere rifocillato, ma quello che credo mi nutra è davvero ciò di cui ho bisogno? Assieme a Olive può lavorare in sinergia la gemma di un gigante degli alberi, il gemmoderivato Sequia gigantea, il corroborante che ci solleva da terra, quello che arriva dopo tutti i surmenage, tonico nervino e stimolatore poliendocrino.

Terzo passo: la ricostruzione

È il tempo in cui occorre portare in pratica il risveglio, la guarigione, fare un passo, aprire la finestra, alzarsi.
Qui cerco di individuare alcuni Fiori di Bach generalmente piu adatti, sapendo certamente di ometterne vari.

  • Gorse, la speranza torna con noi. Immaginare di poter guarire, di poter trasformare la sofferenza, aprire le porte alla possibilità, in primis, è il passo verso l’inizio. Sentire che la vita ha sempre con sé la guarigione è provare il desiderio di farcela, trasmutare la rinuncia in reazione. Posso reagire alla vita, la sento scorrere in me. Gorse è una Ginestra del nord e a lei affiancherei lo Spirito della Betulla, capace di traghettarci dalle notti buie alle aurore di un giorno nuovo.
  • Sweet Chestnut, nell’oscurità si ritrova la luce. Il tunnel va attraversato, ma con Sweet Chestnut si comincia a vedere la luce in fondo, che ci incita a rimettersi in piedi e a lasciarci guidare, sapendo che la nostra anima non ci affida compiti che non sappiamo fare o per cui non abbiamo gli strumenti. L'angoscia si allenta e si trasforma in fiducia, la fiducia di potercela fare, perché accompagnati da stelle che ci indicano la via. Lo Spirito del Cipresso ci aiuta a emergere e nutre i nostri corpi nel riprendere fierezza.
  • Wild Oat, nel buio di questa situazione vado in cerca del senso della mia vita. Non attendo di stare bene per chiedermi cosa voglio veramente essere in questa vita. È questa la vita che volevo da bambino? La vita mi sta lanciando un assist incredibile, finalmente devo fare quello per cui sono venuto al mondo e, come diceva Bach, “troviamo la cosa nella vita che ci attrae di più e facciamola. Ora. Subito". In questo slancio lo Spirito del Ginepro ci libera da scorie, pesantezze e schemi emotivi ereditari, purificando la nostra via e consacrando il nostro cammino con un sorriso.

di Lucilla Satanassi,
erborista

Categoria: Salute e Benessere