I Fiori sono stati i primi a catturare la mia attenzione sin da piccolissima. Nulla di particolare, perché anche io come tutti riconosco nel fiore il momento, l’organo, ‘espressione della pianta più accattivante, quella che attira, comunica, incontra il mondo. Forse è grazie ai fiori che ci accorgiamo delle piante e quando sono fiorite siamo disposti a piegarci un po’ verso di loro e a salutarle, notarle, odorarle, posarci sui loro colori, osservare architetture incredibili, meccanismi di puro eros e di amore vitale. Abbiamo scelto i fiori per comunicare i nostri slanci emotivi, i nostri dolori, le gioie e gli innamoramenti attraverso bouquet, corone, mazzi, piante del giardino.

I fiori nelle storia dell’uomo sono importanti, così come nella storia delle piante, nel loro evolvere verso forme sempre più comunicative ed elaborate. Nel fiore la pianta fa una sintesi di bellezza e armonia e riesce a mostrare la sua essenza, il suo carattere, la virtù che ha saputo imparare crescendo e vivendo. Facile capire che il fiore si espone per comunicare in modo delicato e unico la bellezza del mondo vegetale. Come dice Mère, che dedica tanta della sua dedizione e attenzione ai fiori: “i fiori sono le preghiere del mondo vegetale”. Tutta questa espressione perfetta della natura che nei fiori condensa gioia, bellezza e trascendenza colpì a un certo punto anche l’illustre dottor E. Bach, medico a Londra. Dopo aver studiato e praticato l'omeopatia si sentì attratto dai fiori come la medicina più perfetta e vicina alla bellezza, capace di modificare i veri motivi del nostro star male e della malattia. 

“La guarigione con le forze pulite, pure, belle della natura è sicuramente il primo metodo fra tutti quelli che interessano la maggior parte i noi".  E. Bach 

E. Bach Bach ci ricorda che come in ogni tempo della storia l’uomo ha chiesto principalmente aiuto alle erbe, così, se siamo naturali e sinceri con noi stessi avvertiamo lo stesso slancio, la stessa fiducia. Anzi, anche lui dice di guardare con fiducia alla Natura per tutte le necessità del nostro vivere. E noi, lo facciamo?


I rimedi di Edward Bach Il sistema della floriterapia è semplice e immediato. “Tutti i rimedi sono ottenuti da stupendi fiori; piante e alberi della natura: nessuno di loro è velenoso né può fare alcun male, né ha importanza quanto ne sia stato assunto". E. Bach

Ricordo infatti che la nostra piccola Shanti, che regolarmente dalle carte si sceglieva Mimulus e Centaury, un giorno decise di scolarsi la boccetta del primo. Perché aspettare l’effetto di due gocce alla volta? A parte un po’ di euforia tutto andò benissimo, e fra l’altro le vedemmo sbocciare tutto il suo coraggio. I rimedi di Bach sono solo 38, il che vuol dire che trovare il fiore giusto non è poi così difficile. Esistono tanti metodi per individuare i rimedi, compresi metodi intuitivi, di confronto, analogici o tramite una semplice chiacchierata che ci permetta di raccontare i nostri stati d’animo, la qualità dei nostri pensieri e il linguaggio del corpo.

“Senza alcuna coscienza di medicina il loro uso può essere compreso così facilmente da potersi adoperare in famiglia. Pensate per un momento cosa singifica". E. Bach

Bach ci consegna nelle mani il suo metodo e la possibilità di praticarlo tutti nelle nostre vite, nelle nostre famiglie, continuando a dire che la malattia non è importante, insignificante il suo nome; è la persona, con il suo modo di mostrare e vivere la malattia la nostra vera guida alla guarigione. Mi fermo qui, per ora, con un’ultima grande cosa su cui riflettere. Bach ci insegna e ci sprona a preparare direttamente i rimedi! Un’enorme opportunità, una grande libertà, un’immensa consapevolezza. Possiamo imparare a fare grandi cose con piccoli strumenti e tutta la nostra dedizione. Per questo abbiamo sempre cercato di preparare al meglio i Fiori di Bach, ma ancora di più ci siamo adoperati per insegnarlo a tutti e per rompere gli indugi, per sentirci autorizzati a farlo!

Ecco i fiori di bach per dormire bene

PER CHI HA DIFFICOLTÀ AD ADDORMENTARSI: WHITE CHESTNUT, LA GIUSTA DISTANZA DALLA MENTE.
Il problema è l’addormentarsi nel letto. Si puo crollare sul divano con la tv accesa, la nostra ammaliatrice che continua a ruminare. Poi una volta arrivati a letto e spenta la luce si accende il cervello. La fiumana di preoccupazioni incalza, si diverte, anzi, a ingigantire, modificare, sconvolgere in attesa di risposte. Intanto il corpo si ribella, smania, sbuffa, si gira e rigira nel letto. Possono passare così le prime ottime ore di sonno. Tipico della nostra epoca. Tu vai a letto con la testa carica come un frigorifero. Una specie di condensatore senza messa a terra che cerca pace scaricando pensieri vorticosi. Difficile governarli, anzi, il governarli con la mente ci attiva e quindi... addio sonno. Ippocastano (White Chestnut) con la sua frequenza e la magnetizzazione dei suoi fiori ci aiuta a portare le nostre onde elettriche su frequenze che sono quelle della meditazione, della calma profonda, della pace interiore. La mente si allontana, osserviamo i pensieri, ma senza viverli, essi diventano nuvole. Quando il nostro sonno è impedito dalla testa che continua a lavorare allora con White Chestnut possiamo iniziare a chiederci se le preoccupazioni hanno preso il posto delle nostre occupazioni piacevoli, vitali, sane, elevate.


Come usarlo? Un po’ di gocce sotto la lingua prima di cena, successivamente quando sei pronto per coricarti e poi prima di spegnere la luce. Durante l’ultima assunzione ti consiglio di metterne anche qualche goccia anche sulla sommità del capo e nell’ombelico.
Con quali altri fiori abbinarlo? Solitamente trovo sinergico e generalmente molto efficace l’abbinamento con Lavander, la Lavanda nella sua specie più armoniosa, quella dai fiori blu. In genere le persone ipersensibili e con un carico di tensioni sul corpo a carico di testa, collo, spalle beneficiano dell’armonizzazione di questo rimedio proprio nel momento del sonno, perchè il corpo si rilassa .


PER CHI SI SVEGLIA NEL CUORE DELLA NOTTE: AGRIMONY, AFFRONTARE I FANTASMI DELLA NOTTE
Il sonno non è così profondo e ristoratore e in primavera e autunno generalmente la situazione si acuisce. In un sonno iniziato bene ma non appagante arriva il risveglio brusco, dove di scatto gli occhi si aprono e ci si ritrova completamente lucidi. Potremmo sentirci già pronti per iniziare la giornata, per poi scoprire che sono solo le due di notte. Terribile il senso di non poter affrontare tutto quel buio, quel silenzio, quel vuoto reso inesorabile dal fatto che non si può far nulla e si è soli. Allora si apre il frigo, si tenta di esorcizzare la notte in qualche modo. A chi chiediamo aiuto? Ad Agrimony. In questo tipo di insonnia, complice anche la funzione del nostro fegato un pò sovraccaricato da cose non trasmesse verbalmente, non elaborate, da rabbie mummificate, è interessante arrendersi al fatto che viviamo due atteggiamenti interiori che non si incontrano. Di giorno facciamo di tutto per far brillare la nostra vita di sorrisi, e di notte si aprono le botole delle cose irrisolte, dei rospi non digeriti. E così il tormento diventa un rumore che ci sveglia dal sonno. Ma perchè? È la nostra parte che anela a una vera pace interiore calma e duratura che ci sprona a riconoscere prima, per poter liberare poi, i mostri, i fantasmi o quelle ombre che ci si agitano dentro. Li abbiamo spinti in basso e nelle notte, in silenzio e da soli, possiamo accendere la nostra luce per osservarli, accoglierli, amarli e liberarli. Non c’è sonnifero che tenga, quel coperchio prima o poi tornerà a tremare. Agrimony in fondo cosa è? È una possibilità che si fa strada dentro di noi, è la forza di affrontare ciò da cui vorremmo sfuggire: gli scheletri nell’armadio o in cantina. Agrimony ci aiuta ad accendere quella lucina che andrà a vedere. Ritrovata la pace, e non è uno schiocco di dita ma un percorso a volte lungo, torneremo a dormire come angeli.

Come usarlo? Assunzione orale: mi piace la preparazione del bicchiere d’acqua per questo rimedio. Un bel bicchiere di buonissima acqua, 15/20 gocce e tanti piccoli sorsi da distribuire fra giorno e sera.
Con quali altri fiori abbinarlo? Black eyed Susan, una margherita dalla gialla corolla e un centro prominente quasi nero, a indicare nella Rudbeckia quel fiore capace di spingerci all’introspezione, in cerca davvero di quel che non vorremmo sapere o vedere di noi. Un alleato sinergico di Agrimony, da utilizzare al risveglio, in modo che anche durante il giorno iniziamo questo viaggio sincero nell’ascolto di noi stessi. Ne bastano poche gocce nella prima acqua del mattino.


PER CHI ANTICIPA DI TROPPO LA SVEGLIA: RED CHESTNUT, LIBERARSI DELL’ANSIA PER GLI ALTRI
Molte persone lasciano che sia una sveglia che suona a più riprese a decretare la fine repentina del sonno. Anche questa è una regola della modernità che non aiuta tanto il nostro benessere, soprattutto se il risveglio è brusco e repentino. Il nostro sistema così associa al risveglio le allerte, che spesso suonano prima della sveglia, e tante volte sono allerte del nostro complesso di emozioni. Con questo voglio dire che tutto ciò che ci allerta sul piano emotivo suona prima della sveglia e ci tiene a occhi aperti prima che sorga il sole. Il risveglio anticipato accompagna alcuni periodi della nostra vita quando la sfera emotiva si espande e riempie il nostro cuore. Siamo emotivamente fragili, un senso di tristezza o malinconia ci accompagna e il pensiero o la preoccupazione per qualcuno che amiamo ci tira giù dal letto. A chi possiamo chiedere aiuto? A Red Chestnut. Nella nostra sensibilità abbiamo inglobato i nostri cari, persone e animali, e il nostro aspetto emozionale prende il sopravvento su quello logico, mentale, ma anche fisico. Confondiamo l’amore, che è un sentimento che rende liberi, con un senso di possesso su cui si prolungano le proprie ansie, antiche paure, proiezioni di sventure. Spesso questo succede perchè non siamo abbastanza occupati a disvelare la nostra vita, oppure pensiamo di poterlo fare quando avremo esaurito ogni preoccupazione nei confronti di chi amiamo. La preoccupazione che ci sveglia nella speranza di trovare soluzioni alla vita degli altri. Il fiore Rosso di questo Ippocastano da giardino ci aiuta a riconoscere che abbiamo paura che possa accadere qualcosa a chi amiamo. Riconoscere questo e interrompere questo circuito emotivo ci può aiutare a dormire meglio, e, successivamente, ad affrontare il grande tema dell’amore.

Come usarlo? Essendo un fiore che lavora su un tipo di paura lo vedrei bene per un’assunzione serale. Qualche goccia direttamente in bocca al tramonto e prima di coricarsi.
Con quali altri fiori abbinarlo? Chamomile entra in sinergia con Red Chestnut per aiutarci a sciogliere le tensioni emotive e ci riaccompagna a una solarità che può riportare ordine e armonia nel nostro assetto emotivo. Lo possiamo assumere per bocca durante la giornata, per affrontarla con maggiore serenità e con sguardo positivo; qualche goccia in bocca ⅔ volte al giorno. Se volete incamminarvi sul sentiero dell’amore incondizionato e di un cuore pulsante allora direi di abbinare Chicory, da assumere durante la giornata, meglio se dal mattino, fino alle prime ore del pomeriggio. Perché questi orari? Perché in questa parte del giorno le corolle di Chicory si aprono al sole.

Scritto da Lucilla Satanassi
Tratto dal quaderno di frontiera "Dormo bene. Rimedi e consigli naturali per l'insonnia e i disturbi del sonno", Humusedizioni, Sarsina 2020.