Il Ribes nigrum è un arbusto deciduo che va da 1 ai 2 metri di altezza, dalle foglie alterne, picciolate di forma palmato-lobata con lobi dentati. Cresce spontaneo in Europa centrale e orientale ed è famoso per le sue bacche nere, anche se nei giardini è più frequente la varietà rossa. Le sue gemme hanno un odore caratteristico e sono ricche di olio essenziale (fino al 6%). Le caratteristiche di queste gemme sono molto interessanti in gemmoterapia. Se Rescue Remedy è ciò che apre le porte ai fiori di Bach, Ribes nigrum infatti è ciò che apre le porte alla gemmoterapia. Questo perché effettivamente è versatile e polivalente; è un coadiuvante, o “facilitatore”, di innumerevoli processi fisiologici.

 

Il cortisolo naturale

Il cortisone in medicina è un'arma a cui si ricorre molto spesso e purtroppo tutti sanno bene quanto quest'arma sia a doppio taglio, per non dire una vera e propria sconfitta terapeutica, poiché spesso vi si ricorre come palliativo quando non c’è terapia. L'utilizzo del cortisone comporta una rapida intossicazione dell'organismo con imbibizione, per diluire appunto le tossine difficili da gestire, e con tutti i famosi effetti secondari, come ad esempio l’aumento del rischio di malattie, tipo il diabete e tante altre. Se questo è ciò di cui si dispone si fa come si può, si dice infatti “piuttosto che niente è meglio piuttosto”.

Tuttavia in quel “niente” vi è una vera e propria cecità della medicina che nei suoi protocolli ha scelto un'unica via tralasciando secoli di medicina omeopatica o addirittura millenni di storia di medicina erboristica e di medicina cinese, ayurvedica e tanti altri sistemi come l’alimentazione o, appunto, quello della gemmoterapia. Ebbene tra le tante piante che si possono annoverare nella gemmoterapia il Ribes nero è certamente uno dei primi che si fa conoscere perché nella pratica sostiene il buon funzionamento delle ghiandole surrenali, le stesse che potenzialmente sono in grado di produrre il cortisolo naturale che gestisce a sua volta l’infiammazione nell’organismo.

Come ci racconta il dott. Fernando Piterà anche nel suo ultimo libro di gemmoterapia, il Ribes nigrum come gemmoderivato può essere definito un “cortison like” e senza tutti i pesanti effetti del cortisone di sintesi. Ovviamente per poter giungere a queste conclusione oltre alla pratica sono state fatte sperimentazioni anche di tipo canonico con confronto sul placebo. Ad esempio, per parlare di “Cortison Like” due gruppi di topolini sono stati trattati con gemmoderivato di Ribes nigrum e con placebo e sottoposti ad una temperatura di -20° dimostrando una sopravvivenza del 78% nel primo gruppo contro il 27% nel secondo. Topi sacrificati per poter parlare un linguaggio scientifico che si perde nel rumore di sottofondo odierno. A parte questo gli studi sono tanti e sembra impossibile che si conosca ancora così poco del Ribes nigrum e degli altri gemmoderivati e, mentre piccoli farmacisti lo trattano, grandi medici lo ignorano.

 

Ribes nigrum e allergia

Oltre a questa, il Ribes nigrum ha tante altre proprietà. Le sue caratteristiche gli permettono infatti di essere un ottimo adattogeno e questa parola è una di quella che si può associare alla parola stress, perché appunto permette all’organismo di adattarsi meglio in modo generico a ciò cui ogni giorno siamo sottoposti. Questo, anche alla luce della PNEI cioè la psico-neuro-endocrino-immunologia, ci dice che da adattogeno a sostegno del sistema immunitario il passo è breve. Il Ribes infatti è un ottimo preventivo dei tanti problemi legati a un sistema immunitario debole, poiché contribuisce al suo irrobustimento.

Tutti conoscono le allergie, e anche qui si può beneficare dell’aiuto del Ribes. Già qui verrebbe voglia di erigere un monumento al Ribes e presentarlo a tutte quelle persone che sono sopraffatte da questi disagi stagionali. Ebbene se le allergie di solito vengono soppresse con il cortisone, perché non provare un adattogeno naturale? E poi, volendo parafrasare, l’allergia in termini analogici non è altro che un cattivo adattamento a ciò che ci circonda, che il sistema immunitario individua come avverso, un po’ come quando siamo stanchi e stressati (e spesso intossicati, infatti spesso è necessario anche depurare bene il fegato) che non sopportiamo nessuno e siamo “allergici” alle persone.

Ribes riduce la nostra sensibilità agli allergeni proprio perché ci rende più forti e resistenti e, come già detto, adattabili. Non a caso viene usato anche prima dell’inverno per renderci meno sensibili al freddo, agli sbalzi e allo stress.

 

Tutti gli usi del Ribes nigrum

Ribes non è la panacea per ogni male e probabilmente non aiuta sempre tutti, ma visto che il cortisone invece fa male a tutti varrebbe la pena almeno fare una prova, no? Bisognerebbe dimostrarlo ulteriormente? Serve uccidere altri topi? Forse la ditta natura non ha soldi sufficienti per sponsorizzarsi quanto la concorrenza?

Per fortuna fare esperienza delle cose poi ci permette di trarre le nostre conclusioni. E così il Ribes è stato usato in tante circostanze. C’è stato chi lo ha provato per congiuntivite, chi per vederci meglio di sera, oppure chi lo ha provato con il Viburno per l'insostenibile asma, altri per l’allergia, l’orticaria, la dermatite, l’artrite, la cefalea, la sonnolenza diurna, per sopportare il freddo, o per tante infiammazione… insomma tanti lo hanno provato e vi lascio immaginare le loro conclusioni.

Alla fine si pensa che non ci siano alternative, ma il più delle volte semplicemente non si conoscono, o addirittura si preferisce non sapere per non mettersi in discussione. Non c’è nulla contro la scienza, sia chiaro, è solo che ormai anche essa è manipolabile e rischia, se posta come unica luce per l’umanità, di prendere degli abbagli.

Il Ribes sotto forma di gemmoderivato non ha mai registrato tossicità né pericolosità e l’unica cautela può essere quella di evitarne la somministrazione in chi ha problemi di pressione alta, specie se assunto singolarmente per periodi prolungati, o in chi soffre ipersurrenalismo. Per il resto è un integratore adatto sia a bambini che anziani, utile al bisogno o anche nella prevenzione per tante situazioni e può anche accompagnare le cure farmacologiche, proprio perché non ha interazioni o altri effetti indesiderati.

Certamente non intossica e probabilmente aiuta! Abbiate cura della vostra salute e piuttosto che niente, prima di piuttosto, verificate due volte il “niente”!

 

 

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