Il  bene comune è sempre stato di fondamentale importanza per Hubert e Lucilla, i fondatori di questa azienda, ancora prima che i loro destini si incrociassero.

Per questo motivo, Remedia, fin dalla sua fondazione nel 1992, ha messo al centro delle sue attività il benedi tutti, andando controcorrente nelle scelte degli obiettivi e delle modalità con cui perseguirli.

Noi riteniamo che il bene personale sia imprescindibilmente legato al bene di tutti. Per questo ogni impresa dovrebbe lavorare principalmente per il bene comune.

 

"L'iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale

o in modo da recare danno alla sicurezza,

alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controllo opportuni

perché l'attività economica pubblica e privata

possa essere indirizzata e cooridnata a fini sociali".

Art. 41 della Costituzione Italiana

 

Qualche anno fa, grazie alla lettura del libro di Christian Felber, la nostra realtà è entrata in contatto con il movimento dell'Economia del Bene Comune, una Federazione austriaca a cui Remedia ha subito aderito e che sta prendendo piede in tutto il mondo.

Grazie a questo movimento, Remedia ha attuato diverse modifiche alla sua struttura, come per esempio l'introduzione del metodo decisionale sociocratico, che prevede che le decisioni siano prese all'unanimità, dopo uno scambio aperto e leale tra i collaboratori.

 

 

Caposaldo fondamentale di questo movimento è la richiesta che viene fatta a tutte le aziende che aderiscono di produrre il loro Bilancio del Bene Comune, lo strumento atto a misurare in profondità quanto un'azienda lavora per il bene di tutti, natura compresa.

Il Bilancio del Bene Comune è il cuore della vision dell’Economia del Bene Comune. Lo strumento pone al centro degli interessi dell’impresa l’uomo, l’ecosistema e le relazioni di cui è popolato.

Questo tipo di economia traspone i valori costituzionali dal piano politico e giuridico al piano dell’agire economico, non solo ispirando, ma anche valutando i comportamenti economici delle aziende e la loro capacità di generare bene comune, premiando quelle che dimostrano un comportamento umano, cooperativo, solidale, ecologico e democratico.

Il Bilancio descrive come un'azienda si rapporta nei confronti dei portatori di interesse:

  • fornitori
  • proprietari e partner finanziari
  • collaboratori
  • clienti e conorrenti
  • contesto sociale

in riferimento a 4 grandi temi:

  • dignità umana
  • solidarietà e giustizia
  • sostenibilità ecologica
  • trasparenza e condivisione delle decisioni.

 

 

Il bilancio è molto approfondito, per esempio viene valutata l’intera filiera delle forniture. Per ogni punto del bilancio viene assegnato un punteggio da -10 a +10.

Tramite un calcolo che prende in considerazione l’importanza di ogni singolo argomento, viene poi calcolata la somma di bilancio, che può andare da -1000 fino a +1000 punti, dove 0 punti rappresenta il rispetto delle pratiche legali o delle consuetudini nel settore.

La stesura del bilancio è stata per noi impegantiva, ma anche molto stimolante, perché ci ha fatto comprendere nel dettaglio a che punto siamo del nostro percorso verso il bene comune e quali sono i nostri margini di miglioramento. Su questi abbiamo già iniziato a lavorare.

 

 

Auspichiamo che il Bilancio del Bene Comune venga assunto presto dal legislatore come base per determinare la percentuale di tasse che un’azienda deve pagare. Sarebbe giusto, infatti, che chi contribuisce all’aumento delle disuguaglianze e/o inquina maggiormente pagasse molte più tasse, per bilanciare i costi collaterali che causa alla società e per indirizzare le aziende verso un’economia più sostenibile.

Finché questo non avverrà, siamo tutti noi, come consumatori, ad avere la responsabilità di scegliere aziende che rispettano i valori etici e, magari, che si impegnano con coerenza a compilare il Bilancio del Bene Comune.

È con orgoglio che condiviamo con voi il Bilancio del Bene Comune di Remedia del 2018.

 

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