Come facciamo spesso su questo blog vogliamo guardare il tema da un altro punto di vista, che delle volte sarà di buonsenso, delle volte provocatorio, delle volte ironico, nella speranza di stimolare una discussione su tutto quello che riguarda la Natura, direttamente o indirettamente. Se ascoltassimo i mass media dovremmo tutti essere spaventati dalla crisi economica. Dico subito che io non lo sono, anzi in un certo senso sono contento. Se stessimo in una macchina guidata da un autista pazzo che si sta lanciando a grande velocità verso un abisso saresti spaventato se si rompesse e si fermasse la macchina? Non credo. Come la vedo io ci troviamo proprio in questa situazione: l’economia mondiale guidata da persone senza scrupoli (che sono peggio di un pazzo) si sta lanciando in grande velocità verso una serie di abissi, abbiamo l’imbarazzo della scelta: arriveremo prima a non avere più aria respirabile, alla mancanza di acqua potabile, alla fine del petrolio e di altre risorse, a grande catastrofi dovuti al cambiamento climatico, a guerre per disuguaglianze sociali? Questo è il futuro dei nostri figli e anche nostro se non cambiamo rotta in fretta!

La crisi sarebbe stata un' ottima occasione per cambiare rotta, ma purtroppo i politici di destra, centro, sinistra, i vecchi conservatori come i nuovissimi volti non si sono fermati un attimo per riflettere a fondo sulle cause della crisi e proporre strade nuove. Da Obama a Berlusconi tutti hanno stanziato miliardi per l’industria automobilistica, che bella novità! Berlusconi vuol rilanciare le grandi opere, il ministro ombra Bersani preferirebbe costruire rotonde, e via altri miliardi per cose che non ci servono e non risolvono i problemi di fondo. Chi guadagnerà con queste misure anticrisi? Sicuramente non la Natura, probabilmente neanche gli operai e le piccole imprese, ma sicuramente i soliti noti. Per tornare al nostro paragone: dopo che la macchina si è guastata ci propongono di ripararla, di rimproverare, ma non troppo, l’autista e di ripartire sulla stessa strada. Ti sentiresti di risalire?

Una riflessione profonda sulla crisi avrebbe portato probabilmente ad altre misure. Visto che l’attuale economia sta distruggendo completamente la Natura e la Terra, la crisi era un’ottima occasione per cambiare rotta. Non più crescita infinita, che in realtà non esiste da nessuna parte, non più lo spreco di miliardi di telefonini buttati via ogni anno… . Sarebbe stata un'occasione per giustificare investimenti in prodotti e attività che sono veramente compatibili con la Natura. Auto che non inquinano per niente invece di quelle che inquinano 10% in meno, prodotti durevoli invece dell’usa e getta, trasporto pubblico invece di quello individuale, l’economia locale invece di quella globale con la drastica riduzione delle distanze di trasporto.

Proprio l’economia locale sarebbe la soluzione alla crisi. Oggi il nostro benessere materiale dipende da quello che fanno in Cina, vi rendete conto che cosa innaturale? Un’economia locale difficilmente va in crisi perché non dipende molto da altre economie locali e si basa sui prodotti e servizi essenziali e non quelli superflui.

Qualche consiglio per i politici, anche se non ci ascolteranno:

  • incentivi per il trasporto pubblico invece che per macchine, ponti e rotonde.
  • incentivi per fare l’orto e per l’autosufficienza.
  • una tassa pari al danno arrecato all’ambiente e all’uomo dall’uso di qualsiasi prodotto o servizio.

Sta a voi lettori di trovare e promuovere altre idee, magari proprio qui su questo blog.