Agricoltura biologica vs agricoltura convenzionale

Informiamoci per scegliere!

Alla luce della proposta di legge sull’agricoltura contadina e delle diverse prese di posizione di alcuni personaggi della “scienza” e della politica nazionale oltre che di alcuni mass media che hanno fornito un’informazione di tipo univoco sul tema, vogliamo dare un importante contributo alla conoscenza delle diverse pratiche agricole affinché la collettività possa scegliere in maniera consapevole di cosa nutrirsi. 

A fare luce sui diversi tipi di agricoltura due esperti, ricercatori e praticanti che da trent’anni sostengono i valori di un’agricoltura rispettosa della terra e di tutti gli esseri viventi. 

In particolare: Lucilla Satanassi, laureata in scienze agrarie con tesi sperimentale di laurea e successiva pubblicazione scientifica su argomenti inerenti l’agricoltura biologica. Alle sue spalle quarant'anni di studio, pratica, divulgazione e ricerca delle agricolture non convenzionali e industriali, ma biologiche, contadine e non violente. Hubert Bosch, anche lui con un percorso di studi scientifico e moltissimi anni attività di ricerca e sperimentazione delle diverse pratiche di agricoltura biologica combinate all’utilizzo dei campi bioenergetici nelle piante, ci porterà le sue conoscenze, la sua esperienza e degli esempi pratici su come si fa agricoltura biologica e bioenergetica.

Definizioni, principi e verità

Cosa significa agricoltura convenzionale e agricoltura biologica?

Lucilla: "Rispondo a questa domanda partendo dalla mia esperienza di agronomo e ricercatore. L’agricoltura convenzionale l’ho studiata per 5 anni, l’ho vista praticare in diverse realtà aziendali. Ricordo bene l’azienda sperimentale della facoltà di Bologna che nel mio immaginario pensavo fosse un paradiso ma quando andai a lavorarci, mi resi conto che si trattava di un’azienda semi desertica, piena di malerbe di ogni tipo e piante da frutto in condizioni di salute pessime. L’azienda risultò essere nient’altro che un laboratorio di prova di veleni e pesticidi e proprio allora e in quel luogo denso di odori di fitofarmaci, capii che questo tipo di agricoltura non mi sembrava il progresso. A quei tempi, quando ancora non se ne parlava e non aveva nemmeno un nome, scelsi così l’agricoltura biologica. Già il termine “bios” che significa vita e indica diverse pratiche e correnti in cui vige un rapporto di equilibrio e rispettoso con la terra e il suo ecosistema. Si tratta di un agricoltura che lavora con la natura, dove non ci sono divieti e dove non è necessario intervenire con pesticidi perché non è necessario. Solo lavorando in armonia e sapientemente sulla salute e sulla vitalità del terreno, sulla gestione delle acque, sulla scelta vocazionale dei terreni, potremmo avere dei frutti che nutrono sia il pianeta che i suoi abitanti. Questa è l’agricoltura biologica."

Quali sono i costi e i benefici dell’agricoltura biologica e di quella convenzionale in termini di economia del pianeta?

Lucilla: "Per rispondere a questa domanda, vorrei citare la ricercatrice Vandana Shiva, che si continua a battere per sensibilizzare le persone a cambiare pratiche e paradigmi dell’agricoltura industriale, legata oggi alle grandissime multinazionali. Si tratta di un’agricoltura violenta che scippa e altera tutte le risorse che sono presenti sul nostro pianeta. Un’agricoltura che sta desertificando la nostra terra, sta diminuendo il contenuto di vitalità di sostanze organiche e acidi umici, sta inquinando l’acqua e la sta rendendo sempre meno disponibile. Questo determina un processo di inquinamento materiale e di depauperamento: la terra sta progressivamente perdendo la sua vitalità e la sua forza generatrice. Si tratta di un danno enorme che possiamo riscontrare in primo luogo nella qualità degli alimenti agricoli. Tutte le ricerche scientifiche fatte fino ad oggi, che mettono a confronto le derrate alimentari provenienti dall’agricoltura convenzionale e quelle derivanti da un'agricoltura naturale dimostrano una grande differenza in termini di contenuto di vitamine, oligoelementi, minerali e nutrienti. Al di là delle ricerche e dei dati, basta osservare il comportamento degli agricoltori che troviamo nei nostri paesi e che coltivano grandi superfici, le trattano e le concimano per la produzione di prodotti destinati alla vendita, ma sono i primi che non mangiano ciò che vendono e si ritagliano dei piccoli orti biologici per nutrire le proprie famiglie. Sono numerosi gli studi sui pesticidi presenti negli alimenti che portiamo in tavola e sulla loro dannosa azione cancerogena e teratogena. Tutto questo ha un grande impatto sulla società ed è un costo che dovrebbe essere considerato per fare un bilancio di tipo economico, che non viene mai fatto."

Perchè in Italia la “scienza” e l’informazione tendono a demonizzare l’agricoltura biologica?

Lucilla: "Già quando ero una giovane studentessa di agraria era difficile parlare di agricoltura biologica e proprio per superare questi blocchi e questo silenzio, feci una tesi sperimentale sull'argomento. lo stesso professore Agostino Brunelli, allora maestro e sostenitore di un tipo di agricoltura convenzionale, mi esortò a farla perchè voleva che mi togliessi dalla testa tante convinzioni. Il risultato è stato molto interessante perché oltre a dar forza alla visione dell'agricoltura naturale, questa tesi ha fatto ricredere il professore stesso. Come lui ci sono tanti zoccoli duri, ma finalmente oggi sia in Italia che nel mondo l'agricoltura biologica, biodinamica, naturale, la permacultura si stanno affermando. Purtroppo non ci sono delle ricerche adeguate che sostengono queste pratiche ed è una grande mancanza perché per essere provate e riconosciute dalla scienza, sarebbe necessario fare delle comparazioni e degli approfondimenti. Nella nostra esperienza di imprenditori agricoli abbiamo fatto la nostra parte ospitando una ricerca universitaria dove è stato studiato l'influsso della luna nella produzione di olio essenziale di rosmarino. Durante questa sperimentazione abbiamo scientificamente analizzato i dati e abbiamo visto che i risultati erano veramente molto sorprendenti e ci hanno dimostrato che la resa e la qualità dell'olio essenziale di rosmarino varia sensibilmente a seconda dell’influsso della luna sulla pianta nel momento della raccolta. Insomma si tratta di un fenomeno tutt'altro che magico, come è stato definito recentemente.Quindi se vogliamo veramente essere dei ricercatori scientifici e non abbiamo dei dogmi o delle verità da difendere, sarebbe bellissimo poter avanzare tutti insieme con un obiettivo comune, studiando, approfondendo e comprendendo tutte le risorse della natura."

Cos’è l’agricoltura biodinamica e perché viene dipinta spesso come una pratica esoterica?

Lucilla: "Durante i miei studi universitari parallelamente all’agricoltura biologica, ho conosciuto e approfondito l'agricoltura biodinamica, che continuo tutt’oggi a studiare. In particolare i testi di Rudolf Steiner, Edward Bach e Samuel Hahnemann, pensatori e pionieri degli inizi del Novecento. Grazie all’eredità lasciata da questi grandi ricercatori ho cercato di comprendere il messaggio dell'agricoltura biodinamica. Steiner stesso, non era un agronomo ma un ricercatore e studioso della scienza dello spirito che in quegli anni ha cercato di aprire una nuova strada non materialista nel lavoro degli agricoltori. Le pratiche che lui suggerisce e ha tramandato grazie alle sue conferenze e all’incontro con gli agricoltori, possono sembrare discutibili ma alla luce delle scoperte della fisica quantistica non lo sono assolutamente. Grazie a lui l’agricoltura si è aperta all’utilizzo delle energie vitali che non sono solamente quelle fisiche. Tutto questo è stato fatto con un linguaggio comune e pratico utilizzabile dagli agricoltori stessi che hanno potuto sperimentare i suoi principi. Oggi ci sono diverse aziende pilota che applicano l’agricoltura biodinamica su grandissimi estensioni ed è errato associarla a un crocicchio di esoterici che si radunano la sera e ballano sotto la luna piena. Io stessa, nella mia esperienza di studiosa e praticante agricola ho potuto sperimentare i preparati biodinamici e l’utilizzo del calendario delle semine con grandi risultati. Ma in fondo l’agricoltura biodinamica non può essere considerata qualcosa di nuovo o alternativo, perché nella storia tutte le tradizioni contadine e non hanno sempre lavorato in armonia con i cicli dell'universo. Non credo assolutamente che gli agricoltori, che sono forse i lavoratori più pragmatici di questa terra, abbiano perpetuato per un secolo cose che non potessero avere valore. Possiamo sostenere quindi che tutte le indicazioni della biodinamica sono state ampiamente provate. Noi, questo, lo vediamo tutti i giorni da oltre 30 anni. Quindi piuttosto che pensare a un manipolo di esaltati sarebbe molto interessante approfondire questo fenomeno e iniziare a creare delle vere analogie con tutti i suggerimenti e le ricerche che la fisica quantistica sta suggerendo ai nostri orecchi e ai nostri occhi  da almeno un secolo."

Agricoltura bioenergetica: l’esperienza di Remedia

In 30 anni di attività, Remedia ha sviluppato un nuovo tipo di agricoltura che vede l’integrazione dei principi dell’agricoltura biologica con l'utilizzo dei campi bioenergetici.

Di che cosa si tratta e come l’azienda è approdata a questa scelta?

Hubert: "Lavoriamo da tantissimi anni con le energie sottili ovvero con delle forze che non sono riconosciute dalla scienza ufficiale ma che la fisica quantistica sta rivelando e confermando giorno dopo giorno. L’entanglement è un esempio: si tratta di un fenomeno che descrive la presenza di un collegamento tra due particelle che possono stare una da una parte e una dall'altra parte del mondo, stando sempre e comunque in comunicazione. Questo fenomeno non è possibile e spiegabile con le energie che conosciamo oggi ed è la prova che esistono altri tipi di energie. Da 25 anni ormai cerchiamo di utilizzare questo tipo di energie nella nostra vita e nell’ambiente, in particolare nella pratica della nostra attività agricola. L’obiettivo è quello di far crescere le piante in salute, riequilibrare la composizione dei componenti e dei principi attivi e mantenere alta la loro energia.

Abbiamo iniziato dall’acqua e studiato dei metodi per portare in coerenza le molecole dell'acqua. Rendere un'acqua coerente significa far sì che si formino dei gruppi estesi di molecole dove queste si uniscono e si muovono tutte insieme. Questo crea un'energia molto alta all'interno dell'acqua e produce l'effetto di eliminare dall'acqua le sostanze inquinanti e le sostanze estranee. Da lì a poco, forti dei risultati ottenuti, siamo intervenuti sul terreno. Il nostro podere è caratterizzato da un terreno molto argilloso perciò molto difficile da coltivare. Abbiamo così iniziato ad applicare i principi dell’agricoltura biologica, mettendo a disposizione del terreno microrganismi forti e attivi che hanno aumentato la fertilità e inserito l’utilizzo delle energie sottili per aiutare la vita presente sotto terra e creare un humus molto stabile. L’unione di queste pratiche ha fatto sì che il terreno cambiasse completamente: mentre 25 anni fa, dopo una pioggia, per cinque giorni non potevamo toccare il terreno, oggi il giorno dopo possiamo già fare delle lavorazioni senza causare danni. Questo ha portato anche a una maggior produzione, a piante molto rigogliose e con una grandissima forza vitale. Una forza che poi si trasmette anche a chi si nutre dei frutti di queste piante o nel nostro caso a chi utilizza i rimedi fatti con le stesse."

Dalla teoria alla pratica

Fare agricoltura, significa mettere le piante nelle condizioni di essere vitali e in salute. Il punto di partenza è sempre il terreno e l’utilizzo di rimedi vibrazionali uniti all’applicazione dei principi dell’agricoltura biologica, consente di avere un terreno sano, ben equilibrato e pieno di vita, con risultati visibili da chiunque.

Come si fa agricoltura biologica. Esempi pratici.

  • Conservazione del terreno

Vi sono tantissime tecniche e modi per conservare in salute un terreno e uno dei metodi usati dall’agricoltura biologica è l'inerbimento o la pacciamatura. Lo scopo di è quello di non lasciare per lunghi periodi i terreni nudi perchè le intemperie, il sole,  il caldo, l'acqua e il ghiaccio potrebbero uccidere i principali nutrienti e microrganismi che si trovano nei primi centimetri di terreno. 

  • Lavorazione del terreno

Per mantenere la fertilità del terreno e non comprometterne la naturale attività biologica, è consigliabile lavorarlo solo superficialmente e il meno possibile, senza l’intervento di frese che lasciano successivamente scoperto il terreno. 

Come applicare l’agricoltura bioenergetica. Esempi pratici

L’applicazione dell’agricoltura bioenergetica si avvale dell’utilizzo di prodotti vibrazionali, ovvero supporti, come la bentonite o delle piastre d’acciaio, caricati per mezzo di un dispositivo radionico che trasferisce specifiche frequenze precedentemente individuate a supportare la terra e le piante in diverse situazioni. Questi supporti vengono utilizzati mettendoli a contatto con l’acqua che verrà usata successivamente per i trattamenti. L’obiettivo è sostenere la terra e le piante, aumentando la loro forza vitale, favorendone la qualità e la quantità della produzione, supportandole nel superamento di emergenze o particolari fasi in cui si trovano. Quando le piante si ammalano e si ricorre per qualche giorno a questi trattamenti, possiamo vedere che, senza l’aiuto di sostanze esterne, riescono a superare in autonomia la malattia.

Una scelta che va oltre le certificazioni e guarda alla salute e all’ambiente

Trattare bene la terra è un modo per trattare bene noi stessi perché tutte le azioni che facciamo sul terreno sono azioni che prima o poi tornano indietro attraverso: cibo sano, ambiente sano, aria fresca e batteri importanti per il nostro microbiota. Ma se ci troviamo di fronte ad un’agricoltura che svuota i cibi del loro microbiota, immettendoli nel nostro organismo non riusciremo a ricreare quegli equilibri fondamentali per il nostro organismo.

Per capire quale tipo di agricoltura vogliamo scegliere, non dobbiamo guardare tanto alla sua denominazione quanto all’impatto che ha sulla nostra salute e su quella dell’ambiente. Non sono necessarie etichette o certificazioni ma un’etica e un intento comune che si traducono nella volontà di creare insieme un ecosistema ricco e dal quale piante, persone e animali possano trarne beneficio. Non è importante concentrarsi dunque su azioni che determinano o meno la conquista dell’appellativo biologico o biodinamico, quanto sugli obiettivi che devono essere comuni, scegliendo insieme il meglio.

Se lo scopo delle nostre scelte non è il reddito ma il benessere e la qualità le risposte arrivano da sole.

>> I soci di Remedia ci parlano di agricoltura e del perchè delle loro scelte. Clicca qui e guarda la video intervista completa.