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Linea Iris

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Linea Iris

Il nostro concetto è costruire attorno ad un essere vivente pianta un corollario di preparati che possano esprimere al meglio e con grande pienezza il messaggio della pianta stessa, questo anche quando il preparato è rivolto alla delicata e profonda cura del corpo, naturalmente un corpo fisico strettamente in connessione con emozioni, pensieri ed energia vitale, ribadendo il concetto di una cosmesi per l'anima. Così è arrivato il tempo dell'Iris, pianta che coltiviamo da anni e che conosciamo nelle sue attitudini, nei suoi doni, nella sua forza e anche nella sua complessità.

Iris florentina, appunto: partiamo dal nome.

Iris, dea dell'arcobaleno, quell'evento celeste che palesa un incontro avvenuto nella cura fra goccioline di acqua espanse nell'elemento aereo e illuminate dalla luce.

Questa alchimia si mostra nei colori che collegano in un arco il cielo alla terra. Nel fiore è riprodotto questo tema di umidità che diventa leggera ed impalpabile, che si inarca e si tinge dei toni più alti dello spettro, l'indaco appunto. Tutta la pianta è coinvolta da questi processi di incontro di acqua, aria e luce. Il profumo celeste e leggero scende fino alle radici, dove viene trattenuto e maturato dal tempo. Come l'arcobaleno è un dono prezioso e raro, un tocco speciale nel paesaggio capace di fermare l'interesse sullo spazioso cielo, così nel paesaggio interiore l'Iris ci ripropone lo stesso stupore, la stessa capacità di incontrare la luce e lì lasciarsi ispirare.

L'ispirazione passa in quello spazio lasciato con cura fra un inspiro ed un espiro, spazio sempre più bruciato dal nostro moderno e compulsivo produrre. L'Iris scende e si posa sul nostro corpo, come un arcobaleno si àncora sulle colline lavate e illuminate e apre nello spazio il tempo dell'ispirazione. Un intimo, impercettibile seppur eterno attimo in cui il corpo fisico si riconnette allo spirito che lo anima.


A seguire il nome “Iris” non troviamo l'aggettivo germanica (nome di una specie affine più plumbea e teutonica), ma florentina, la stessa pianta simbolo della città medicea, testimonianza di un tempo di arte, bellezza e innovazione unico, fecondo e illuminato di ispirazione.

E' proprio di quel tempo l'uso dell'Iris come ingrediente cosmetico in gran voga. La polvere dei rizomi usata in profumeria diventerà il simbolo olfattivo di una terra rinata e totalmente votata alla bellezza: la Toscana.

“Iris di Firenze” sarà conosciuto in tutta Europa con il nome di Giglio celeste. Siamo tornati ad attingere all'Iris con semplicità e cura necessaria perché ogni particolare ricreasse l'arcobaleno e il ponte fra terra e cielo brillasse nei suoi colori.

Come sempre attenti a non tradire la Natura, in questo caso la Natura dell'Iris fatta di fisicità, di corpo, di massa, ma pure di sublime ariosità. Lo abbiamo “ripreso” nei nostri estratti in ogni tempo, in ogni fase della sua metamorfosi botanica. Il rizoma, i boccioli, i fiori, estratti con solventi e metodiche differenti tra loro proprio perché tutto ciò che ha da dirci e darci fosse accolto e raccolto. Abbiamo accostato il suo umore ad altri estratti di piante che accompagnassero il suo canto per sostenerlo senza interferire nella sua speciale armonia. Abbiamo lavorato con poesia, perché questo è il linguaggio dell'ispirazione.

La poesia dell'Iris incontra tutto ciò che siamo attraverso lo strumento più caro a noi tutti, il corpo, e in quella modalità quotidiana, antica e semplice che è lavarsi, profumarsi, accudire il passaggio del tempo, sostare fra una faccenda e l'altra nella vacuità dell'effimero, ecco lì, porteremo a rinascere l'ispirazione, la inciteremo a scendere dagli arcobaleni, come la dea Iris.

Esplorando le caratteristiche fisico-chimiche che ci accompagnano verso le virtù di questa pianta, ecco che il rizoma è pieno di amidi, di mucillagini, resine, ossalato di calcio, acido miristico e un olio essenziale il cui componente principale è l'irone, con il caratteristico profumo di Violetta.

Quello che la pianta ha imparato a fare nella sua esistenza è tutto incentrato sulla gestione dell'acqua. Le linfe vegetali dell'Iris salgono e scendono in modo speciale, si accumulano nel suolo, risalgono, alleggeriscono e splendono nel ventaglio di foglie e poi nel gambo dopo un contatto con il fiore trascinano il processo odoroso verso il basso fin nella radice.

E' un gioco di salita e discesa, di ristagno e di zampilli, di gonfiamento e di irraggiamento. L'Iris così si prende cura della pelle nella organizzazione dei liquidi, mantenendo un sano approvvigionamento negli strati più profondi, evitando accumuli o ristagni e favorendo la risalita fino allo strato più esterno dove la pelle si illumina e si leviga.

 

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